Come cambiare Paese a quasi 30 anni

Sono al mio primo articolo qui su Medium, ma prima di scriverlo a chiare lettere ho dovuto fare i conti con la mia mente, il mio animo e il mio cuore per ammettere, prima di tutto, a me stessa che a luglio compirò 30 anni e che, nonostante tutto, mi sento ancora tremendamente piccola.

A 19 anni sono partita per l’Irlanda, a 20 sono rientrata in Italia, a 24 sono tornata a vivere in Irlanda e al mio rientro in Italia mi sono trasferita a Roma. Nel frattempo, ho viaggiato qui e lì, per saziare dentro di me la voglia di conoscere e vedere il mondo. Dopo 5 anni di Roma il caos dentro di me bussava ancora più forte di quando ero arrivata e, con un’opportunità che ho colto al balzo, mi sono trasferita in Sardegna.

Ho (quasi) sempre navigato a vista, cercando di smorzare la mia eccessiva precisione e attenzione al dettaglio che, diciamolo, non sempre sono dei grandi amici. Ma con tenacia e passione ho sempre tenuto stretti i miei sogni, stringendoli forte a me per poterli raggiungere in qualche modo.

Il sogno chiamato Portogallo

Uno dei miei più grandi sogni, da realizzare entro i 30 anni, era quello di poter vivere in Portogallo e imparare il portoghese. Sono ancora alla ricerca del perché, ma penso che ciascuno di noi abbia degli angoli di mondo che gli appartengono, a prescindere dalle proprie radici geografiche e nel mio caso, il Portogallo è uno di questi.
Fino a tre settimane fa, non sapevo nulla o quasi di questo Paese.
Ricordavo solo il volto del tutor del mio progetto e una decina di parole portoghesi necessarie alla sopravvivenza, nel caso in cui il mio interlocutore non avesse parlato inglese.
Eppure, eccomi qui a scrivervi dalla mia casa alentejana.

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Se vi state chiedendo se sia il caso di cambiare Paese, città, lavoro, contesto, persone che vi circondano, il mio suggerimento è di iniziarlo a fare. La vita saprà suggerirvi come farlo al meglio. Basterà solo lasciarvi andare. Tutto il resto verrà da sé. Ché diciamocelo, non serve sapere tutto nella vita, ma serve volersi muovere costantemente per poter perdere il proprio equilibrio e ritrovarlo in nuovi sé, in nuovi volti e in nuove parole.

Confeziono storie fotografiche ad alto tasso di umanità per persone che hanno a cuore la sostenibilità. Curioso molto.

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