Di stili fotografici e di buone ragioni per scegliere la fotografia documentaria di branding

Quello che sto per dirti potrà spiazzarti, o forse no.

Di fotografia non ce n’è solo una. Così come il tuo paio di occhi non potrà mai essere uguale a quello di nessun altro.

Fotografia documentaria, fotografia di branding, fotografia commerciale, fotografia aziendale: probabilmente ti starai chiedendo quanti tipi di fotografia esistono.

La riposta ovvia, ma non scontata, è tanti. Non milioni di milioni come le stelle di Negroni, ma sicuramente ne esistono di diversi tipi.

Certo, sempre di fotografia si tratta ma il modo in cui i fotografi vedono il mondo fa tutta la differenza (di questo mondo).

Facciamo qualche passo indietro.

Che cos’è la fotografia documentaria?

La fotografia documentaria si fa carico della realtà, così com’è (non è un caso che abbia chiamato le mie sessioni fotografiche di famiglia proprio così).
Racchiude, ferma e inserisce il presente che vedi davanti ai tuoi occhi in una fotografia. Senza cambiarlo di una virgola.

Tutto rimane lì, al suo posto: le espressioni, la luce, le cose a posto e anche quelle che non lo sono.

Ciò che cambia è il mio modo di spostarmi per raccontare ciò che voglio dire e la storia a cui voglio dar voce.

Ecco qui un esempio pratico. A luglio ho lavorato come fotografa di scena sul set di un documentario. Queste fotografie sono state scattate mentre mi spostavo, osservavo e raccontavo con la mia macchina fotografica ciò che succedeva attorno a me.

Fotografia di scena Trentino Alto Adige. Fotografia ©Patrizia Corriero
Servizio fotografico cinematografico Val Badia. Fotografia ©Patrizia Corriero
Fotografie documentarie di scena scattate durante la produzione del documentario Tribute to Earth di Sabrina Shannon Santorum — Fotografie ©Patrizia Corriero

Che cos’è la fotografia di branding?

La fotografia di branding è la fotografia che racconta tutto ciò che fai nel tuo lavoro, ogni giorno. Compresi i valori che ti guidano in ciò che fai.
La fotografia di branding racconta l’ambiente in cui ti immergi, gli oggetti che maneggi, quelli di cui ti circondi, i clienti che incontri senza tralasciare nessun dettaglio.

La comunicazione, soprattutto nel presente che viviamo, passa per forme molteplici di linguaggio. Uno di questi, la fotografia, fa affidamento sui nostri occhi.

Ripensa all’ultima volta che hai acquistato qualcosa -un prodotto o un servizio- su internet o dal vivo.

Cosa hai fatto? Provo ad indovinare.

Hai fatto ricerche online, forse hai visto qualche fotografia di ciò che volevi comprare e solo dopo hai deciso che sì, era proprio il caso di procedere all’acquisto. Se tu ti muovi così, lo fanno anche i tuoi clienti. Anche loro hanno bisogno di conoscere e vedere ciò che stanno acquistando.

Qui di seguito ho messo insieme qualche buona ragione per cui potrebbe tornarti utile scegliere la fotografia documentaria di branding per parlare di te, del tuo lavoro e dei tuoi prodotti e servizi.

Donna sessantenne si specchia in un piccolo specchio-Servizio-fotografico-branding-Roma-Patrizia-Corriero
Donna sessantenne si specchia in un piccolo specchio-Servizio-fotografico-branding-Roma-Patrizia-Corriero
Esercizio di osservazione del volto — Fotografia ©Patrizia Corriero
Fotografie documentarie di branding scattate durante il laboratorio olistico di RES di Olga Pasquini — Fotografie ©Patrizia Corriero
  1. Quando la fotocamera ti fa paura

Quando ho iniziato a lavorare a tu per tu con professionist* e artigian* per fotografarli, mi è successo più volte di vedere la paura attraversare gli occhi di chi doveva farsi ritrarre. Parlo proprio di quella paura che non ti fa chiudere occhio tutta la notte e che si trasforma in ansia da prestazione mista alla pressione di quando senti di dover dare il massimo.

E’ probabile (perché nell’arte non esistono certezze matematiche) che con la fotografia documentaria di branding tutto ciò non succeda.

La fotografia è una questione di empatia, prima che di tecnica.

Sta a chi fotografa sapere creare una connessione e saper raccontare al meglio ciò che c’è, senza forzare e calcare la mano.

2. L’idea di metterti in posa ti annoia

Hai bisogno di fotografie più sciolte, più disinvolte e in cui poterti ritrovare per davvero. La fotografia documentaria è un po’ come il Fred Astaire della fotografia. E’ più sciolta, più elastica e meno invasiva della fotografia di posa, ma ugualmente incisiva.

Mani-giovani-che-lavorano-il-legno-Servizio-di-Fotografia-aziendale-Alto-Adige-Patrizia-Corriero-The-Storycrafter
Mani-giovani-che-lavorano-il-legno-Servizio-di-Fotografia-aziendale-Alto-Adige-Patrizia-Corriero-The-Storycrafter
Cuffie-da-lavoro-lavorazione-legno-Fotografia-aziendale-Alto-Adige-Patrizia-Corriero-The-Storycrafter
Cuffie-da-lavoro-lavorazione-legno-Fotografia-aziendale-Alto-Adige-Patrizia-Corriero-The-Storycrafter
Ragazzo-lavora-creazioni-di-legno-Servizio-fotografico-aziendale-Alto-Adige-Patrizia-Corriero-The-Storycrafter
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Lavorazione di oggetti in legno — Fotografie ©Patrizia Corriero

3. Un catalogo prezioso

Mettila così. La fotografia di branding ti permette di entrare nel tuo mondo con una prospettiva molto più ampia rispetto alle librerie di stock fotografico ad accesso gratuito e a pagamento.

Quante volte ti è capitato di scegliere e pubblicare una fotografia di stock e poi di ritrovarla ovunque, su siti e canali di attività che avevano poco a che fare con il tuo lavoro?

La fotografia di branding si prende cura della tua comunicazione visiva, trasformandola in qualcosa di originale che parli di te e che sia solo tuo.

Alla fine, avrai in mano una piccola miniera preziosa di attimi che ti appartengono per davvero. Ti sembra poco?

P. S. Se hai letto questo articolo tutto d’un fiato e ti è piaciuto, fammelo sapere con un commento.

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Se hai dubbi o curiosità, scrivimi pure: puoi farlo cliccando
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Confeziono storie fotografiche ad alto tasso di umanità per persone che hanno a cuore la sostenibilità. Curioso molto. www.thestorycrafter.it

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